Negli ultimi anni, ogni tanto spunta fuori “l’alimento miracoloso” del momento. Una stagione è la curcuma, poi i semi di chia, poi le bacche di goji. E ogni volta, ci chiediamo: “Funzionano davvero?”
Spoiler: dipende. Non tanto dall’alimento in sé, ma da come lo usi, perché lo scegli e quanto ci credi.
Oggi parliamo di superfood, o meglio: di come riconoscere il valore reale di certi alimenti, senza farsi travolgere dalle promesse da copertina.
Cosa significa davvero “superfood”?
Il termine non è scientifico. È nato dal marketing.
Ma dietro alcuni nomi altisonanti – spirulina, maca, açai – ci sono proprietà interessanti: antiossidanti, fitonutrienti, fibre, omega-3 vegetali.
// Il problema? Pensare che da soli facciano la magia.
Mangiare sano non è aggiungere un ingrediente “miracoloso” a una dieta sregolata.
È il contesto che fa la differenza.
Quando un alimento è “funzionale”?
Gli alimenti funzionali sono quelli che non solo nutrono, ma interagiscono attivamente con il nostro organismo. Ad esempio:
- Il kefir o lo yogurt con fermenti per il microbiota
- Il pesce azzurro per la salute cardiovascolare
- I mirtilli per la memoria e la vista
- Le noci per la salute del cervello
Non servono per “curare” nulla. Ma possono contribuire a migliorare processi fisiologici reali, se inseriti in una routine coerente.
A volte la vera rivoluzione non è un ingrediente esotico, ma usare bene quello che hai già in frigo.
Il rischio della “superfood addiction”
Ne vedo tanti, anche tra i miei pazienti: passare da un alimento all’altro sperando che sia quello giusto, quello che “sblocca tutto”.
Ma spesso è una fuga. Dalla pianificazione, dalla costanza, dal lavoro quotidiano con se stessi.
Mangiare bacche rare non serve se poi dimentichi le verdure, l’idratazione, l’equilibrio.
“Mangio avocado tutti i giorni ma mi sento sempre stanca.”
È il sintomo che qualcosa non torna. E la soluzione non è aggiungere l’ultimo trend, ma ascoltarsi meglio.
La semplicità come super potere
Personalmente credo che i veri superfood siano:
- La costanza
- La stagionalità
- La varietà
Un brodo vegetale fatto con verdure fresche, un’insalata con semi di lino, una manciata di frutta secca a merenda… Sono piccoli gesti che fanno la differenza
E non servono né bacche rare né spese folli.
Conclusione: moda o funzione?
I superfood possono avere un ruolo. Ma non sono la base dell’alimentazione, né la scorciatoia per la salute.
La domanda giusta non è: “Qual è il superfood migliore?”, ma:
“Sto davvero mangiando in modo funzionale al mio corpo e alla mia vita?”
E TU?
Hai mai comprato un superfood per curiosità o speranza?
Ti ha davvero aiutato, o è rimasto in dispensa?
Raccontami la tua esperienza nei commenti – o scrivimi se vuoi capirci qualcosa in più insieme, con calma.




