Negli anni ho visto persone passare da una dieta all’altra come se fossero stagioni. Keto d’inverno, vegetariana in primavera, digiuno intermittente a settembre. E ogni volta, la stessa domanda: “Qual è la dieta giusta per me?”

Spoiler: non esiste una risposta universale. Ma ci sono riflessioni importanti da fare.

Oggi voglio condividere con te una panoramica critica, ma anche pratica, dei quattro approcci alimentari più popolari: mediterranea, vegetariana, chetogenica e intuitiva. Non per dirti cosa fare, ma per aiutarti a capire meglio cosa scegliere e perché.

La dieta mediterranea: patrimonio culturale o cliché moderno

La chiamiamo “dieta”, ma in realtà è uno stile di vita. Nasce dalla tradizione e ha basi scientifiche solide. Non è solo pasta e olio, come spesso viene banalizzata. È equilibrio, stagionalità, convivialità.

✅Più verdure, legumi, cereali integrali, pesce.

⚠️Meno zuccheri aggiunti, meno prodotti raffinati, anche se “tradizionali”.

Personalmente, la trovo una delle scelte più sostenibili. Ma serve conoscerla davvero, non limitarsi a etichettarla.

Quando parlo con i miei pazienti, spesso mi accorgo che seguono una “mediterranea personalizzata” dove però mancano proprio i capisaldi: le fibre, la varietà, il colore.

         // Non basta mangiare italiano per mangiare sano.

Vegetariana: una scelta consapevole, ma da gestire bene

Sempre più persone scelgono un’alimentazione vegetariana, per motivi etici, ambientali o di salute. E ha tanti punti di forza, soprattutto se basata su cibi freschi e integrali.

✅Più fibre, meno grassi saturi, impatto ambientale ridotto.

⚠️Occhio alle carenze: B12, ferro, omega-3.

Il rischio è pensare che vegetariano = sano, ma non sempre è così.

Anche patatine fritte e dolci confezionati sono vegetariani, if you know what I mean.

La chiave è la pianificazione, e qui spesso entra in gioco il mio ruolo: aiutare a costruire un’alimentazione che sia completa, non solo eticamente coerente.

Keto: tra performance, peso e complicazioni nascoste

La dieta chetogenica funziona. Almeno nel breve periodo. Perdere peso rapidamente, ridurre l’appetito, vedere il corpo cambiare: sono effetti reali.

✅Riduzione dei carboidrati, uso dei grassi come energia.

⚠️ Ma… è sostenibile? E fa bene a tutti?

L’ho vista funzionare su persone con insulino-resistenza marcata. Ma anche creare confusione, frustrazione e squilibri.

           // La keto non è solo bacon e burro di cocco.

Serve un equilibrio, e soprattutto, una motivazione chiara.

Alimentazione intuitiva: libertà vera o falsa comfort zone?

È l’approccio più “moderno”, ma anche il più frainteso. Mangiare ascoltando fame e sazietà, senza restrizioni, imparando a fidarsi del proprio corpo.

✅ Libera dal senso di colpa, aiuta chi ha vissuto il cibo come nemico.

⚠️ Ma senza educazione nutrizionale può diventare un caos.

      // La fame emotiva non è fame vera, ma il corpo spesso non lo sa.

Per me, l’alimentazione intuitiva funziona quando c’è un percorso solido alle spalle: quando conosci il tuo corpo, i tuoi segnali, le tue reazioni. Non è la soluzione facile. Ma può diventare la più profonda.

Conclusione: non si tratta di scegliere una dieta, ma un modo di stare nel cibo

La verità? Nessuna dieta è perfetta.

La scelta giusta è quella che ti rispetta, ti nutre, ti accompagna nel tempo.

Se c’è una cosa che ho imparato nel mio lavoro è che l’alimentazione è personale quanto la tua storia. Non è mai solo cibo: è abitudini, emozioni, cultura, aspettative.

E TU?

Hai mai cambiato il tuo modo di mangiare? Qual è lo stile alimentare che più ti ha fatto sentire bene?

Se vuoi, raccontamelo nei commenti. Oppure scrivimi: capiremo insieme quale approccio può funzionare davvero per te.